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Quaresima 2016

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“I SETTE LUCCHETTI DELLA PORTA SANTA” è un cammino per spiegare ai bambini il significato della Quaresima e sottolinearne le colonne portanti: preghiera, digiuno e carità in vista della conversione e della Risurrezione.
Ogni settimana c’è una chiave che ci aiuta a varcare sette porte:

PRIMA SETTIMANA- LA PORTA DELLA LIBERTA’

SECONDA SETTIMANA- LA PORTA DELL’INDIPENDENZA

TERZA SETTIMANA – LA PORTA DELLA DIGNITA’

QUARTA SETTIMANA- LA PORTA DELLA CONVERSIONE

QUINTA SETTIMANA – LA PORTA DEL PERDONO

SESTA SETTIMANA – LA PORTA DELL’OBBEDIENZA

PASQUA- LA PORTA DELLA RISURREZIONE

C’è anche un passepartout per aprirle tutte: è la misericordia.
I bambini rivivranno in chiave moderna la parabola del Padre Misericordioso, dovendo scegliere se ascoltare Lucio il tentatore o Angelo il Custode. Essi scopriranno inoltre le sette opere di misericordia corporale attraverso la testimonianza di coetanei, rifletteranno sul Vangelo della domenica e sul significato del Giubileo della Misericordia. Nel frattempo costruiranno la Porta Santa con le opere di misericordia.

 

PRIMA SETTIMANA

LUNEDI’ 15 FEBBRAIO 2016 –La  Porta della Libertà

La storia

Narratore: Erano ormai due ore che Giulia non spiaccicava parola. Il compito di matematica era andato male ancora una volta e per punizione lo smartphone gli era stato sequestrato a tempo indeterminato. Giulia non ne poteva più, era insopportabile dover soffrire per colpa di quell’assurda materia. Numeri, numeri, numeri, cosa potevano avere di così importante? Lei era nata per essere libera, il suo destino era la felicità. Perché mai si trovava rinchiusa in quella gabbia?

Mamma: Giulietta, presto a tavola che è pronta la cena.

Giulia: Non ho fame! E poi mi chiamo Giulia, non Giulietta.

Papà: Forza, non fare la preziosa e siediti con la tua famiglia.

Giulia:No grazie, me ne vado in camera mia. Tanto oggi mi avete già rovinato la giornata.

Papà: Un po’ di digiuno ti farà giusto bene, chissà che non ti serva   a rinsavire.

Giulia: Rinsavire io? Ma se sono l’unica normale qui dentro!

Narratore: Giulia sbuffando come un treno a vapore percorse veloce il corridoio e sbattendo dietro di sé la porta si chiuse in camera. Era triste e si buttò con la testa sotto il cuscino. All’improvviso sentì però il comodino vibrare… possibile che il suo vecchio cellulare avesse ripreso a funzionare? Era da tempo che non lo usava più. Si alzò sospettosa e aprì lentamente il cassetto. Uscì una figura sorridente che la stava guardando.

Giulia: E tu chi sei?

Lucio:Chi sono io? Non mi riconosci? Sono Lucio, colui che ti condurrà alla libertà. È questo che desideri vero? Essere libera e felice!

Giulia: Esatto! Libera dalla matematica, libera dai genitori, libera da tutte queste stupide regole e doveri!

Lucio: Bene, amica mia, ho un dono speciale per te. Ho trasformato la porta della tua stanza in una porta speciale, quando la varcherai come d’incanto i tuoi desideri verranno esauditi e potrai finalmente abbracciare la tua nuova vita. Basta regole, basta genitori!

porta santa chiusa

Giulia: Scusa, ma come posso uscire da questa stanza? Ci sono sette lucchetti che mi impediscono il passaggio!

Narratore: Giulia prese in mano il primo lucchetto. Incisa sul ferro la parola “libertà”. Come aprirlo? Sul tavolo c’erano diverse chiavi….

Giulia: Quale dovrò scegliere?

Narratore: Giulia ci pensò bene e tra tutte le chiavi prese in mano quella verde, perché attaccato c’era un cartellino con la scritta “scelta”. Provò e….riuscì ad aprire il primo lucchetto.

porta santa aperta 1 tappa

Vangelo

Le tentazioni  (Luca 4,1-13)

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
Parola del Signore

Riflessione sul Vangelo

Opere di misericordia corporale

Per fare del bene bisogna avere il cuore buono! Il nostro cuore è buono quando pensiamo alle necessi­tà degli altri e facciamo qualche cosa per loro. Queste opere di bene sono co­me tanti fiori che germo­gliano dal nostro cuore e si chiamano opere di misericordia.

Alcune opere sono gesti di bontà che aiutano lo spirito e sono chiamate opere di misericordia spirituali.

Altre opere invece aiutano la persona e perciò sono chiamate opere di misericordia corpo­rali.

Le opere di misericordia corpo­rali sono 7 e ci accompagneranno per tutto il nostro cammino quaresimale. La prima è: Dar da mangiare agli affamati.

fame

Testimonianza

Ciao, sono Anna e da grande vorrei fare la cuoca, quindi con l’aiuto di mamma e le ricette di nonna mi sto allenando in cucina con uova, farina e fornelli. Per questo tempo di Quaresima ho creato un menù speciale:

– primo piatto di preghiera

– secondo di Vangelo

– frutta di carità

– dolce di Digiuno

Esatto, ragazzi, ho deciso di rinunciare a dolci, patatine, caramelle e altre cose superflue.

Impegno

IN QUESTA SETTIMANA SEGUIREMO L’ESEMPIO DI ANNA: RINUNCEREMO A DOLCI, PATATINE, CARAMELLE E ALTRE COSE SUPERFLUE.

Giubileo: un tempo antico e speciale

Cosa significa Giubileo?

È una parola molto antica che deriva dall’ebraico “jobel”, ovvero il corno di ariete, che veniva suonato per iniziare l’anno santo.

Quando veniva festeggiato?

Gli ebrei lo festeggiavano ogni 50 anni ed era un anno di grazia perché gli schiavi venivano liberati ridando dignità ad ogni persona.

E per noi cristiani?

Anche per noi l’anno del Giubileo è un anno speciale, infatti in latino “iubilo” significa grido di gioia.

Perché si celebra nel 2016?

Perché il Papa può decidere di convocare un giubileo straordinario anche se non sono passati 50 anni. Ed è stata proprio una sorpresa gioiosa!

 

SECONDA SETTIMANA

LUNEDI’ 22 FEBBRAIO 2016 –La  Porta dell’Indipendenza

La storia

Narratore: La scorsa volta Giulia è riuscita ad aprire il primo lucchetto della porta, la PORTA DELLA LIBERTA’.

Era servita una chiave speciale, quella verde, la chiave della SCELTA.

(Giulia e Lucio si avvicinano alla porta)

Giulia: Lucio, che scherzo è mai questo? Dove sono le chiavi per i lucchetti? Spiegami!

Lucio:Qui gatta ci cova, c’è lo zampino di Custode! Custode, dove ti sei nascosto? Vieni subito allo scoperto, lo so che sei stato tu a combinare questo pasticcio!

(Entra Custode)

Custode: Pasticcio! È il mio piatto preferito. Abbondante, grazie!

Lucio: Non fare lo spiritoso e dacci immediatamente le chiavi!

Custode: Non posso. Le ho perse!

Giulia:Hai perso le chiavi? E come facciamo adesso?

Lucio:Sono stanco dei tuoi soliti giochetti. Forza Custode, dicci come fare.

Custode: Cara Giulia, solo tu puoi recuperare le chiavi dei lucchetti, ma attenta che ogni scelta ha delle conseguenze e non sempre si può tornare indietro. Forza, avvicinati alla porta, troverai scritto su ogni lucchetto cosa serve ad aprirlo.

Giulia:Indipendenza! Questo è facile, è proprio quello che voglio. Lucio aiutami tu!

Lucio: Giulia, no problem! Dimmi cosa vuoi e vedrò di accontentarti. Ecco, guarda, ho un bancomat per te! (Lo mostra a Giulia)

Giulia: Ok, tieniti forte. Voglio le scarpe firmate che ho visto al centro commerciale!

Lucio: Eccole!

Giulia: Voglio …..il tablet ultima generazione all inclusive!

Lucio: Eccolo!

Giulia: Voglio…..patatine fritte e checkup a volontà!

Lucio: Eccole!

Giulia: Voglio….. la compilation del mio cantante preferito!

Lucio: Eccola!

Giulia: e……ultimo, ma non meno importante…… il motorino!!

Custode: noooo!!! Giulia fermati! Non hai ancora quattordici anni! E poi….ho fatto due conti e con tutte queste compere hai sperperato tutti i tuoi averi e con l’ultima richiesta anche quelli di tuo padre!

Giulia: Ne è valsa la pena e in fondo era l’eredità che mi spettava. Guarda! Ecco qui una chiave con il bancomat! Sembra fatta apposta per sbloccare il lucchetto! (Giulia apre il lucchetto)

 Narratore: E così Giulia aprì anche il secondo lucchetto.

Vangelo

La trasfigurazione (Luca 9,28-36)

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Parola del Signore

Riflessione sul Vangelo

Opere di misericordia corporale

Dar da bere agli assetati

bere

Testimonianza

Ciao, sono Mirco e mi piace conoscere cosa succede nel mondo. Ho scoperto che nel Sahel, a sud del Sahara, il deserto avanza: un

disastro ecologico perché dove manca acqua non c’è vita. Ho deciso di non lasciare i rubinetti aperti senza motivo e invece delle bibite berrò solo acqua.

Impegno

IN QUESTA SETTIMANA SEGUIREMO L’ESEMPIO DI MIRCO:

NON LASCEREMO I RUBINETTI APERTI SENZA MOTIVO E BERREMO SOLO ACQUA.

Giubileo: Rendi visibile la misericordia

Sapevi che questo Giubileo ha uno slogan?

“Siate misericordiosi come il Padre”.

Quest’anno, infatti, stiamo vivendo il Giubileo della Misericordia. Forse è una parola che non hai mai sentito o non hai mai usato, ma è una parola davvero molto bella. “Miseri” significa poveri e “cor” significa cuore, quindi è l’invito ad avere il cuore vicino ai poveri.

TERZA SETTIMANA

LUNEDI’ 29 FEBBRAIO 2016 –La  Porta della Dignità

dignita

La storia

Narratore: Giulia è riuscita ad aprire il primo lucchetto della porta, LA PORTA DELLA LIBERTA’, e anche il secondo, quello della PORTA DELL’INDIPENDENZA, utilizzando la chiave con il bancomat.

Lucio : Brava Giulia, abbiamo scardinato un altro lucchetto.

Giulia: Sì, ma ne mancano ancora molti.

Lucio: Non perdere tempo leggi cosa c’è scritto sul prossimo.

Giulia: Dignità. E cosa vuol dire? Custode, questo gioco mi pare fin troppo complicato.

Custode: Giulia, il gioco è complicato perché hai sperperato tutti i tuoi averi.

Giulia:Lucio, cosa posso fare adesso?

Lucio:Giulia, mi dispiace, ma non hai più nulla, come posso aiutarti?

Giulia:Dimmi cosa devo fare e io lo farò.

Lucio:Fammi pensare… Non hai forse appena chiesto un tablet ultima generazione?

Giulia:Eccolo!

Lucio:Bene, ora posta su facebook il segreto che Anna, la tua  migliore amica, ti ha confidato la scorsa settimana.

Giulia:Devo proprio?

Lucio:Vuoi la chiave?

Giulia: Ok lo farò  ….. (Giulia prende il tablet )….pubblicato !!! … oh no, cos’ho fatto???

Lucio:Non preoccuparti, ( guardando il tablet di Giulia )…guarda quanti mi piace, hai già ricevuto!!

 

PORTA 3 RECITA

Custode: Giulia, come sei caduta in basso, tutto questo mi sembra un porcile! Custode, accetta la sconfitta, non vedi com’è dolce sguazzare in questo fango?

Giulia: Ma la mia chiave?

Lucio:Guarda quella chiave col maialino, secondo me si incastra alla perfezione.

 

APERTURA PORTA 3

Narratore: Giulia prese la chiave col maialino e ……riuscì ad aprire il lucchetto.

Custode: Lo dicevo che era un porcile! Mah!

PORTA 3

 

Vangelo

La parabola del fico sterile (Luca 13,1-9)

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Parola del Signore

 

 

Riflessione sul Vangelo

 

Opere di misericordia corporale

Vestire chi è nudo

vestire

Testimonianza

Ciao, sono Luana e mi piace fare shopping con le amiche. In classe da poco è arrivata una nuova compagna. Suo padre ha perso il lavoro. Ho deciso di regalarle alcuni vestiti che non uso più. Anche perché il mio armadio è stracolmo.

 

Impegno

IN QUESTA SETTIMANA SEGUIREMO L’ESEMPIO DI LUANA:

REGALEREMO I VESTITI CHE NON USIAMO PIU’ A CHI NE HA BISOGNO.

 

Giubileo e il digiuno

Cosa centra il digiuno con il Giubileo?

Se l’anno del Giubileo è un anno di gioia perché bisogna digiunare?

Il digiuno che ci chiede di fare Papa Francesco è un digiuno dalle cose superflue, da tutto ciò che non ci fa vedere le cose importanti. Ci chiede di guardare gli altri con gli occhi dell’amore e di non giudicarli solo dall’apparenza. Nell’antichità anche i terreni “digiunavano”, infatti   durante l’anno del Giubileo non venivano coltivati, ma si raccoglieva solo quello che la terra donava spontaneamente. La strada per la felicità passa dalle cose semplici e spontanee.

 

QUARTA SETTIMANA

LUNEDI’ 07  MARZO 2016 –La  Porta della Conversione

conversione

La storia

Narratore: Giulia ha finora aperto tre lucchetti: quello della PORTA DELLA LIBERTA’, quello della PORTA DELL’INDIPENDENZA, e quello della PORTA DELLA DIGNITA’. Vediamo oggi come riuscirà a aprire il quarto!

Giulia: Lucio, Custode, mi sento confusa, per queste chiavi sto svendendo me stessa.

Lucio: Ma cosa dici Giulia?? Guarda il tuo tablet! Non vedi che sei già diventata popolarissima??

Giulia: Sì, forse è vero, ma ho perso la mia migliore amica.

Lucio: Ma contali, ci saranno almeno 100 mi piace e 15 commenti!  Sono questi gli amici che contano.

Giulia: Ma se non li conosco nemmeno! Non ho mai parlato con loro.

Lucio: Fidati di me. Non vedi con i tuoi occhi che c’è scritto “amici”?

Giulia: Amici virtuali con i quali non potrò aprire il mio cuore, amici che non asciugheranno le mie lacrime.

Custode: Giulia, parlane con i tuoi genitori, sapranno consigliarti.

Giulia: Come posso fare? I miei genitori non mi capiscono. È per questo che me ne voglio andare.

Lucio: Giulia, non ascoltare Custode, pensa piuttosto ai lucchetti! Se vuoi uscire da questa stanza, ti devi muovere…

Giulia: Lucio, se ci tieni tanto leggi tu cosa c’è scritto sul prossimo lucchetto.

Lucio: Eccolo qui, c’è scritto … conversione… Custode, questo non vale! È un colpo basso.

Giulia: Io vorrei solo poter tornare dai miei amici e dai miei genitori.

Custode: Giulia, bisogna avere il coraggio di riconoscere i propri errori e ripensare alle proprie scelte.

Giulia: È vero Custode, ho fatto un sacco di errori, non mi piaccio per niente e non ho il coraggio di guardarmi allo specchio.

Custode: Non avere paura, prendi questo specchio e guàrdati, sei una bella persona.

Giulia: Ma …qui su questo specchio c’è una chiave”!!. Grazie, Custode! Sei un amico leale!!

Narratore: Giulia si è guardata dentro, si è convertita e riesce così ad aprire il lucchetto.

4tappa

Vangelo

Il padre misericordioso (Luca 15,11-32)

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.

Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Parola di Dio.

Riflessione sul Vangelo

Opere di misericordia corporale

Alloggiare i pellegrini

pellegrini

Testimonianza

Ciao, sono Aisha, una ragazza della tua età. Sono scappata dal mio paese perché c’è la guerra. Ora sono in Italia. Sono di un’altra nazione e di un’altra religione. Non ho una casa. Mi ospiteresti?

Impegno

IN QUESTA SETTIMANA PENSEREMO AD AISHA E ACCOGLIEREMO CON GIOIA CHI BUSSA ALLA NOSTRA PORTA.

Giubileo: Pellegrinaggio e Porta Santa

Conosci qualche chiesa, vicino a te, che ha aperto una porta santa?

Da Siviglia a Manila, da Abu Dhabi a Hong Kong, da Milano a Palermo, dalle porte della Caritas alle porte del carcere. Il Giubileo diventa globale. Le diocesi di tutto il mondo hanno aperto le proprie porte sante: un gesto per dire che ognuno di noi può aprire le porte del cuore per accogliere gli altri.

Di solito le porte sante sono murate, proprio come quando noi vogliamo stare da soli e allontaniamo chi ci vuole bene (amici, genitori, fratelli). Aprire una porta con un muro davanti non è facile, ma quest’anno Papa Francesco ci ha dato un aiuto, mostrando a tutto il mondo che l’unico strumento per abbattere il muro della solitudine e della tristezza è la misericordia.

È arrivato il momento di dirlo a tutti: oggi come 2000 anni fa, possiamo gioire perché ancora una volta Dio è riuscito ad abbattere e a vincere quel muro che si chiama “morte”: Gesù è Risorto!

Quali sono le porte sante più vicine a noi? Sarebbe bello organizzare un pellegrinaggio in quella chiesa con la nostra famiglia, i nostri amici, il gruppo di catechismo.

QUINTA SETTIMANA

LUNEDI’ 14  MARZO 2016 –La  Porta del Perdono

La storia

Narratore: Giulia è riuscita ad aprire quattro lucchetti. Ve li ricordate? Il lucchetto della PORTA DELLA LIBERTA’, quello della PORTA DELL’INDIPENDENZA, quello della PORTA DELLA DIGNITA’e infine quello della PORTA DELLA CONVERSIONE. Ora desidera tanto riabbracciare la mamma e il papà.

Giulia: Custode, vorrei tanto abbracciare i miei genitori, ma ci sono ancora tre lucchetti! Come posso dire loro che mi dispiace?

Custode: Usa la fantasia! Se non puoi uscire… scrivi.

Giulia: Sono senza smartphone… come faccio?

Custode: Mia cara, ci si scriveva anche prima che l’uomo inventasse il cellulare. Scrivi una lettera.

Giulia: Una lettera? E chi scrive più una lettera? Da dove si comincia?

Narratore: Giulia si siede alla scrivania e prova a scrivere. Custode le resta affianco e le da i giusti consigli. Alla fine la lettera è finita:

Giulia: Cari mamma e papà, vi scrivo questa lettera per chiedervi scusa. Oggi mi sono comportata come una bambina viziata, ho speso tutti i vostri soldi per rincorrere i miei capricci e so che non me lo perdonerete mai. Ho inseguito un sogno di libertà senza rendermi conto che più perseveravo nei miei intenti, più sprofondavo nel fango. Non sto cercando giustificazioni, ma nonostante tutto quello che è successo, voglio dirvi che vi voglio bene e ve ne vorrò per sempre.

Vostra Giulietta

Custode: Brava Giulia. La porto subito ai tuoi genitori.

(Custode esce con la lettera e poi torna con un’altra busta)

Custode: Anche i tuoi genitori ti hanno scritto una lettera. Eccola! (Custode apre la busta, estrae la lettera e la porge a Giulia che comincia a leggere)

Giulia: Cara Giulia, non appena abbiamo letto la tua lettera io e mamma ci siamo abbracciati e abbiamo pianto di gioia. Sei cresciuta tanto, non sei più la timida Giulietta di un tempo. È ora che tu prenda il volo e segua la tua strada. Noi saremo sempre con te, perché a un figlio si vuole sempre bene. Non temere di chiedere il nostro perdono perché in realtà ti avevamo già perdonato sin dal primo istante. Giulia, sei parte della nostra famiglia e non vediamo l’ora di abbracciarti per fare festa con te.

Custode: Giulia, non abbiamo ancora guardato il lucchetto.

Giulia: Custode, c’è scritto “perdono”.

Custode: Guarda! (Porge la busta che conteneva la lettera dei genitori) Nella busta  c’è una chiave (Custode da la chiave a Giulia)

Narratore: Giulia prende la chiave e prova ad aprire il lucchetto del perdono. Si apre!

PORTA5

Vangelo

L’adultera (Giovanni 8,1-11)

Dal Vangelo secondo Giovanni

Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Parola di Dio

Riflessione sul Vangelo

Opere di misericordia corporale

Visitare i malati e i carcerati

malati

Testimonianza

Ciao, siamo Andrea e Giovanni. Il don ci ha chiesto di scegliere un impegno per prepararci alla Cresima. Abbiamo deciso di accompagnarlo il primo venerdì di ogni mese quando va a portare la comunione agli anziani. Ogni tanto facciamo pure visita ad Arianna che dopo l’incidente è rimasta paralizzata. Inoltre il don ci ha chiesto di raccogliere saponette per i carcerati.

Impegno

IN QUESTA SETTIMANA FAREMO VISITA A UNA PERSONA ANZIANA O AD UN AMMALATO O A UNA PERSONA CHE NON VEDIAMO DA TEMPO.

Giubileo: Maria Madre di Misericordia

Conoscete la preghiera Salve Regina?

In questa preghiera Maria è madre di misericordia, cioè ci insegna la via dell’amore e del perdono, proprio lei che ha perdonato chi le ha ammazzato il figlio. Papa Francesco ha detto: “La dolcezza dello sguardo di Maria ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio”.

Chiediamo a Maria che ci insegni cos’è la Misericordia.

SESTA SETTIMANA

LUNEDI’ 21  MARZO 2016 –La  Porta dell’Obbedienza

custode e lucio

La storia

Narratore: Lucio è arrabbiato con Giulia. La ragazza ha aperto cinque lucchetti perché ha deciso di chiedere perdono ai suoi genitori, si è convertita, vuole loro molto bene.

Lucio: Cosa sono tutte queste smancerie? Custode di qui, Custode di là, Giulia, cosa stai combinando?

Giulia: Lucio, sono i miei genitori, sono la mia famiglia.

Lucio: Non capisco, tante lagne perché vuoi essere libera e poi te ne torni docile come un agnellino nella tua gabbia dorata. Quando imparerai a crescere da sola? Non lo vedi che ti stanno manipolando?

Giulia: Il mio cuore mi dice che è giusto.

Lucio: Il tuo cuore? E io allora che mi sono fatto in 4 per te. Non ti sei accorta che è un vero affare? Libertà e felicità erano a portata di mano, bastava avere fiducia, invece mi hai tradito.

Giulia: Io non ti ho tradito, ho solo scelto della mia vita.

Lucio: Sii onesta per una volta. Io ti ho offerto una possibilità e tu ora ascolti quell’imbroglione di Custode. Non ti senti colpevole di sfruttare ancora una volta i tuoi genitori? Pensi che siano degli allocchi? Prima o poi te la faranno pagare e ti rinfacceranno i tuoi errori per tutta la vita.  Credi forse che il loro perdono non abbia prezzo? Pagherai care le tue scelte. Hai una sola speranza di salvezza, tornare sui tuoi passi e seguirmi verso la libertà.  Solo io posso renderti felice!

Giulia: Mi spiace Lucio, ma la mia libertà e la mia felicità sono qui.

Custode: Brava Giulia, sono orgoglioso di te. Ho ascoltato le tue parole, erano fantastiche e perciò ti meriti di aprire il prossimo lucchetto, quello dell’Obbedienza. (Custode da la chiave a Giulia)

PORTA6

Giulia: Sì, voglio fare la volontà di Dio. Anche quando costa.

Narratore: Giulia ha scelto di fare la volontà di Dio, anche se talvolta non è facile ascoltare, e ha potuto aprire la porta dell’Obbedienza.

Vangelo

Passione di nostro Signore Gesù Cristo (Luca 22,14-23)

Dal Vangelo secondo Luca

Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio». Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi». Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito!». Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di loro avrebbe fatto questo.  Parola di Dio.

Riflessione sul Vangelo

Opere di misericordia corporale

Seppellire i morti

Testimonianza

Mio nonno è salito al cielo. Ha raggiunto nonna. Andrò a portare un lumino al cimitero, il campo santo, sulla loro tomba. Ma ho la certezza che Gesù li ha risuscitati e dall’alto proteggono me e la mia famiglia. Grazie per l’amore che mi avete dato e perché siete ancora vivi! L’amore non muore mai!”

Impegno

In questa settimana faremo una visita al cimitero.

CONCLUSIONE

MERCOLEDI’ 23 MARZO 2016 –La  Porta della Resurrezione

La storia

Narratore: Siamo alla fine. L’ultimo lucchetto da aprire. Giulia è  impaziente.

Giulia: Custode, forza apriamo l’ultimo lucchetto, sono troppo impaziente.

Custode: C’è scritto “RESURREXIT”.

resurrexit

Giulia: E cosa vuol dire?

Custode: Ma come… non hai studiato latino? Vuol dire Risurrezione!

Giulia: Bene, è giunto il momento di aprirlo.

Custode: Dai, Giulia, dobbiamo trovare l’ultima chiave.

Giulia: Custode, non ti sei accorto che quel lucchetto è sempre stato aperto? Ora finalmente potrò varcare quella porta e riabbracciare la mia famiglia.

Lucio: Ma non avevi deciso di fuggire di casa? Sei ancora in tempo, se veramente lo desideri…

Giulia: Lo so, è strano, ma sono felice di tornare nel luogo da cui stavo scappando. Il luogo è lo stesso, ma sono io ad essere cambiata.

(Giulia apre l’ultima porta)

apertura resurrexit

Narratore: Giulia ci è riuscita e ora è libera di tornare dai suoi genitori.

Giulia (correndo verso i suoi genitori): Mamma, papà, ci siete? Sono Giulia.

Mamma: Giulia, presto vieni in cucina, ti stiamo aspettando per finire la cena.

Giulia: Eccomi!

Papà: Siediti qui vicino a me e prendi un pezzo del mio pane.

recitato 5 tagliato

Mamma: Perché non controlli lo smartphone? Da quando sei entrata non ha smesso di vibrare. Quanti sms ti sono arrivati?

Giulia: Mamma, sono i miei amici, sono tutti fuori dalla porta, cosa avete organizzato?

Papà: Abbiamo deciso di fare festa. Pensavamo di aver perso il nostro angelo e invece lo abbiamo ritrovato. Pensavamo che non ci fosse speranza e invece hai riempito ancora una volta i nostri cuori di gioia. Ti credevamo persa… e sei risorta.

Giulia: Che bello essere una famiglia!

(si abbracciano)

abbraccio con puntone

Narratore: La storia di Giulia, Custode, Lucio e i Sette Lucchetti della Porta Santa è giunta alla fine.

Giulia ha fatto le sue scelte, ha sperimentato la sua indipendenza, ha sbagliato e ha perso la sua dignità. Ma poi si è convertita, ha saputo chiedere perdono, ha obbedito e solo così ha aperto la Porta Santa.

Se anche a te capita di trovare lucchetti, ricordati che c’è un passepartout che ti  permette di aprire tutte le porte: si chiama MISERICORDIA.

porta pasqua

Vangelo

Pasqua di Risurrezione (Giovanni 20,1-9)

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. Parola del Signore

 

Riflessione sul Vangelo

 

Le nostre poesie come augurio di Pasqua

Come è nostra tradizione, ogni classe all’altare recita la sua poesia di Pasqua come augurio per tutti.

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